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Popolazione e società in Cina!
La Cina ha una popolazione di 1.330.503.015 abitanti (dato 2008), con una densità di 137 ab./km². È bene precisare fin da subito che i dati sopraindicati rappresentano la media di una distribuzione geografica in realtà molto irregolare.
Circa il 65% della popolazione vive ancora in insediamenti rurali, ciò a dimostrazione del fatto che nonostante la recente industrializzazione la Cina continua a essere un paese principalmente rurale e agricolo.
Durante la seconda metà del XX secolo la Cina è stata protagonista di un impetuoso sviluppo demografico: dagli anni Cinquanta e fino agli anni Ottanta, la popolazione infatti aumentò sensibilmente. Se da una parte il tasso di fecondità risultava diminuito, dall’altra parte, si assistette ad una diminuzione della mortalità, nonché ad un aumeno della speranza di vita alla nascita (passatta nfatti da 35/40 a 70 anni).
Il tasso di crescita della popolazione ha però subito una battuta d’arresto dagli anni Ottanta, grazie a politiche finalizzate al controllo delle nascite ed alla diffusione di pratiche contraccettive.
La maggior parte della popolazione è infatti concentrata nelle province orientali, dove nei secoli (o meglio nei millenni) si sviluppò l’etnia Han, alla quale appartiene quasi la totalità della popolazione cinese.
Con il termine Han si fa, infatti, comunemente al popolo cinese anche se è sbagliato pensare gli Han siano una unica ed omogenea etnia; vi sono sostanziali differenze genetiche, linguistiche, culturali e sociali tra i vari sottorgruppi di queta etnia.
Gli Han rappresentano circa il 92% della popolazione cinese; il resto della popolazione comprende oltre cinquanta diverse etnie. Le principali etnie presenti sul territorio cinese sono gli zhuang, presenti soprattutto nella regione dello Guangxi Zhuang; gli hui, o cinesi musulmani, che vivono nello Ningxia Hui, nel Gansu e nel Qinghai; gli uiguri (di stirpe turca) dello Xinjiang Uygur; gli yi del Sichuan, dello Yunnan e del Guangxi; i miao del Guizhou, dello Hunan e dello Yunnan; i tibetani della Regione autonoma del Tibet e del Qinghai; i mongoli della Mongolia Interna, del Gansu e dello Xinjiang. Tra gli altri gruppi di una certa consistenza si annoverano i coreani, i bouyei e i manciù; questi ultimi discendono dal popolo che conquistò la Cina nel XVII secolo, imponendo al potere la dinastia Ching (o Manciù).
Dunque cinesi non sono tutti uguali. Seppure tutta la Cina sia caratterizzata da una forte unità culturale, vi sono alcune differenze tra i cinesi del nord e quelli del sud. Si tratta di differenze di temperamento, costituzione fisica, mentalità, cucina, costumi, dovute ad un insieme di fattori come il clima, la diversa configurazione del territorio e le sue risorse, le tradizioni.
Il cinese del nord è alto, di corporatura robusta, e di carattere riservato e discreto; molto generoso, e dotato di senso dello humour, è tradizionalista ed avvezzo alle difficoltà.
A sud del Chang Jiang e lungo la costa sud orientale si incontra una popolazione somaticamente diversa, fisicamente meno robusta, di corporatura media o piccola, intraprendente, vivace, con uno spiccato senso per gli affari ed il commercio, amante delle cose belle e della buona cucina.
Una piccola curiosità su nomi e cognomi: i cinesi utilizzano, come noi, nome e cognome composti generalmente da due parole; la prima sillaba è il cognome, la seconda, spesso composta da due sillabe è il nome di battessimo (in genere si riferisce al temperamento, a un pregio dimostrato subito alla nascita oppure viene dato per buon augurio).
Ciò non toglie che il cognome possa essere composto da due sillabe e il nome da una sillaba sola. Oggi si tende a unire nella traslitterazione le sillabe che formano il cognome e a separarle da quelle che formano il nome. Quando la donna si sposa mantiene il proprio cognome, per esempio le tre ultime mogli di Mao Zedong si sono chiamate Jiang Kaihui, He Zuzhe e Jiang Qing. I figli possono, indifferentemente, avere il cognome della madre o del padre: non è per nulla raro incontrare due fratelli che hanno diverso cognome.
I cinesi, si rivolgono formalmente a qualcuno chiamandolo con il cognome seguito da un titolo di rispetto: Zhu xi, presidente, Sheng, maestro, Zu ren, responsabile. Se invece c’è un rapporto confindeziale si utilizza il nome completo (cognome e nome). Per dimostrare affetto ci sono altri titoli, che vengono utlizzati prima del cognome: Lao Wang, vecchio Wang (per rispetto quando Wang è più anziano). Xiao Chu, giovane Chu.
Un bambino chiamerà rispettosamente zio, shushu, o zia, ayi, una persona dell’età dei genitori quando non ne conosce il nome. Il sistema dei nomi, in passato, era molto più complicato dell’attuale perché si aveva il cognome (xing), poi un nome dato subito dopo la nascita (ming), quindi un nome letterario, poi raggiunta la maggiore età si riceveva il nome vero e proprio. Ognuno poi poteva scegliersi altri nomi e spesso dopo la morte si riceveva un nome postumo.

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